Cyberpsicologia "Altrove": un luogo per ritrovare se stessi anche nel Cyberspazio

La Cyberpsicologia studia al modo in cui si è verificato un cambiamento nel rapporto tra persona e tecnologia, analizzando come, giorno per giorno, i nuovi sviluppi influenzano la persona, così come la salute mentale degli utenti.  Internet, gli smartphone e le nuove tecnologie operano un’influenza sempre crescente su alcuni fenomeni psicologici quali lo sviluppo dell’identità, l’autostima, i comportamenti aggressivi.

In quest’epoca multimediale/crossmediale, sono cambiate anche le modalità con cui ci relazioniamo agli altri, sia in famiglia che nella società. Nasce così la cyberpsicologia che si occupa di analizzare le interazioni tra individui e ambienti tecnologici,  di studiare il nostro comportamento in relazione alle nuove tecnologie e ai nuovi media e di proporre soluzioni efficaci in caso di disturbi legati alla sfera psicosociale e comunicazionale.

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Rispondere a una mail, mandare un SMS, mettere le proprie foto sul profilo di Facebook, leggere il quotidiano sullo schermo del tablet, ascoltare l’ultimo successo dell’estate sul lettore digitale, sono tutti esempi che mostrano come l’interazione con i nuovi media sia diventata una parte centrale della nostra esperienza quotidiana, sia individuale che sociale.

I nuovi media sembrano diventati indispensabili. L’uomo è un essere sociale: le relazioni sociali rappresentano un importante punto di riferimento per i comportamenti e le decisioni del soggetto. È attraverso l’interazione sociale che arriviamo a condividere una cultura, un linguaggio e un modo di esprimerci. È sempre attraverso le relazioni sociali che comprendiamo chi siamo e chi vogliamo essere. La psicologia considera la comunicazione come un “fatto relazionale irriducibile”, una dimensione psicologica costitutiva del soggetto che è luogo di fondazione del nostro rapporto con gli altri: ogni soggetto non sceglie se essere comunicante o meno, ma può scegliere soltanto se e in che modo comunicare. Ed è all’interno di questa scelta che si collocano i media. Possiamo definire “medium” ogni strumento in grado di permettere ai soggetti di superare i vincoli della comunicazione faccia-a faccia, la situazione interattiva più naturale: in questo senso è possibile definire i media come dei dispositivi di mediazione, perché da una parte facilitano il processo di comunicazione superando i vincoli imposti dal faccia-a - faccia, dall’altra, ponendosi “in mezzo” tra i soggetti interagenti, sostituiscono l’esperienza diretta dell’altro con una percezione indiretta. I media, definiti "vecchi" media o media analogici, come la stampa, la radio, la televisione, sono dei mezzi di comunicazione di massa, ovvero quegli strumenti attraverso i quali è possibile trasferire informazioni verso una pluralità di destinatari indistinti. In questo caso parliamo, allora, di un tipo di comunicazione uno-a-molti e quindi unidirezionale, anche se forme di interattività sociale sono sempre più frequenti; pensiamo ad esempio a comizi, spettacoli teatrali, conferenze, concerti, trasmissioni televisive, dove un dato emittente invia un messaggio a molti riceventi. Ma quando parliamo di comunicazione "mediata" dai nuovi media, facciamo riferimento ad una forma di comunicazione tra due o più persone ottenuta attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che effettuano un’elaborazione digitale dell’informazione; parliamo di nuovi media e non di nuovo medium visto che abbiamo a che fare con strumenti differenti e che per di più non hanno una configurazione stabile ma tendono a evolvere e a fondersi fra loro. I media digitali, ovvero Internet, siti Web, videogiochi, social network, consentono una tipologia di comunicazione propria degli stessi nuovi media, ovvero, la comunicazione molti-a-molti oltre alle interazioni del tipo uno-a-uno e uno-a-molti. La comunicazione digitale permette infatti una simultaneità intercognitiva delle esperienze collettive. 

La comprensione dello sviluppo e degli effetti dei nuovi media rappresenta la sfida centrale per la società contemporanea. A questo proposito, ci si chiede quale sia il ruolo della psicologia dei nuovi media. Rispetto alle scienze della comunicazione, la psicologia dei nuovi media, definita anche “cyberpsicologia”, ha il suo fuoco di analisi nei processi di cambiamento attivati dai nuovi media e ha come obiettivo centrale lo studio, la comprensione, la previsione e l’attivazione dei processi di cambiamento. Un cambiamento al quale ci ha sta costringendo anche la pandemia Covid.